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Gatti e modi di dire…  

In tutte le culture e in tutte le lingue sono numerosi i proverbi e i modi di dire che riguardano i nostri amici animali.

Nel passato gli uomini e gli animali vivevano l’uno accanto all’altro, non c’è quindi da stupirsi se anche nella lingua questa vicinanza e questa conoscenza emergevano (ed emergono tutt’ora).

Studiando proprio ieri ho trovato alcuni interessanti e buffi modi di dire giapponesi sui gatti. Mi incuriosiscono sempre i detti e i proverbi degli altri paesi, e trovo molto divertente impararli e provare a trovare l’equivalente italiano… Studiare una lingua davvero ti permette di entrare in profondità dentro altri mondi, altre visioni, di spogliarti delle tue sembianze e di indossare occhiali nuovi che ti fanno vedere tutto in un modo diverso. E’ per questo che amo studiare le lingue, perché attraverso l’altro da me posso imparare a conoscere meglio non solo gli altri, ma prima di tutto me stessa e la mia cultura, e imparare ad abbracciare una visione molto più ampia, una visione che accoglie tutte queste prospettive e questi punti di vista. La diversità è davvero una grande ricchezza!!!

Ma torniamo a noi 🙂

Ecco qui alcuni divertenti modi di dire che hanno come protagonisti i gatti.

Il primo è:

Neko ni koban (猫に小判)

letteralmente: “Dare koban al gatto” (Un koban 小判 era una moneta aurea giapponese del periodo Edo, quella con forma ovoidale che vedete nell’immagine qui sopra per intenderci).

Oggi si potrebbe tradurre come “Dare al gatto diecimila yen” (diecimila yen oggi sono circa 80 euro).

Il significato è simile al detto italiano “Dare le perle ai porci” (che in italiano ha una connotazione più fortemente dispregiativa, ma che ha anch’esso il suo corrispettivo in giapponese, ovvero 豚に真珠 buta ni shinju, dove buta è appunto “maiale” e shinju “perla”), e sta indicare il non saper dare il giusto valore a una cosa che si possiede, oppure il donare qualcosa a qualcuno che non la saprà apprezzare e/o che non la saprà utilizzare.

Ad esempio la frase giapponese 「小学生に高い時計を持たせてもまだ猫に小判だよ」sta ad indicare che è un peccato per un bambino di scuola elementare avere un orologio costoso, perché non ne capisce il valore e probabilmente non gli serve nemmeno! Così come è un peccato possedere un dizionario molto costoso e lasciarlo sullo scaffale della libreria a prendere la polvere, etc…

Il secondo è:

Neko no hitai (猫の額)

letteralmente: “La fronte del gatto”.

Questo modo di dire sta ad indicare uno spazio molto stretto, perché la fronte del gatto è molto piccola. A parte il gatto qui sopra, che si sta chiedendo dubbioso perché la sua fronte sia invece così grande…. 🙂

Il classico esempio è: 「猫の額ほどの庭だ」, ovvero un giardino piccolo come la fronte di un gatto, oppure 「 猫の額ほどしかない土地」, un terreno piccolo come la fronte di un gatto. Personalmente trovo questo modo di dire molto divertente e buffo (senza offesa per i gatti ovviamente!!! 🙂 ). I giapponesi  sono un popolo molto visivo/visuale, la loro stessa scrittura lo è, e io adoro scoprire parole e modi di dire così evocativi e che trasmettono un concetto attraverso un’immagine. Oltre al fatto che si ricordano molto più facilmente così… 😉

Il terzo è:

Neko no te mo karitai
(猫の手も借りたい)

“Preparo il pranzo, faccio le pulizie, lavo i piatti…”

letteralmente: “Voglio prendere in prestito anche una zampa di gatto”.

Questo modo di dire si usa quando siamo talmente occupati e impegnati (e infatti si usa spesso con la parola giapponese 忙しい, isogashii, che significa appunto “impegnato”) che anche una zampa di gatto ci sarebbe utile… mmm, eh sì, questo è decisamente un modo di dire, perché se pensiamo ai gatti e alla loro indole, è molto probabile che se dobbiamo scrivere un testo al computer loro si addormentino sulla tastiera, se dobbiamo fare una lavatrice che si acciambellino sui panni da lavare coprendoli di peli, se dobbiamo cucinare e suona il campanello che ritornando in cucina si trovino pezzettini di pollo sparsi qua e là… insomma, non proprio il genere di aiuto di cui avremmo bisogno! 🙂  Ma si sa, quando uno è disperato accetta qualunque aiuto 😉

Se qualcuno dei nostri piccoli amici animali capisse le nostre parole probabilmente si potrebbe offendere e potrebbe dirci che siamo un po’ maleducati… ma chissà che anche loro, nel loro linguaggio, non abbiano coniato modi di dire e proverbi in cui si prendono gioco del mondo degli esseri umani… 🙂

Bene, per oggi è tutto, a presto per scoprire altre meraviglie della lingua del Sol Levante!

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